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Guida su come trasferirsi a londra dopo la brexit

Trasferirsi a Londra dopo la Brexit

In seguito al risultato del referendum sulla permanenza nell’Unione Europea (il cosidetto “Brexit”) teniamo a precisare quali potrebbero essere le conseguenze per il prossimo futuro a chi vuole trasferirsi a londra dopo la brexit, quello che potrebbe realmente succedere nei tempi successivi e cosa potrebbe cambiare per tutti I cittadini UE che vivono, studiano e lavorano, o intendono farlo in Gran Bretagna e a Londra in particolare.

Trasferirsi a londra dopo la Brexit è ancora possibile?

Sì, il dopo Brexit è un cambiamento lento.

Come confermato anche dalle notizie riportate dai vari media (TV, giornali eccetera) è molto probabile che non ci sarà nessun cambiamento dei regolamenti o delle leggi vigenti per anni a venire: infatti sembrerebbe che il negoziato con l’Unione potrebbe durare almeno 2 anni ed una volta completato ci sarebbe bisogno di un ulteriore lungo tempo di attesa perché tutte le eventuali modifiche entrino in vigore.

La maggior parte degli analisti parlano di un lasso di tempo di 5-7 anni.

Quindi allo stato attuale non c’è nessun limite per I cittadini UE che vogliono viaggiare nel Regno Unito per lavorare, studiare e avere accesso al sistema sanitario o previdenziale.

È ancora possibile trasferirsi a Londra dopo la Brexit.

Per avere informazio su come lavorare a Londra leggi questo articolo

Tutto quello che c'è da sapere per trasferirsi a londra dopo la brexit

La Gran Bretagna vuole andarsene. Ma non vuole perdere tutti i suoi diritti.

Una Uscita Privilegiata

Un altro elemento a favore di chi ha il sogno di trasferirsi a Londra dopo la Brexit

In base a quello che viene dichiarato e scritto da tutti i politici (inclusi quelli del fronte del “leave”, cioè I fautori della separazione) e gli analisti più qualificati, sarà fatto di tutto perché l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea sia il meno traumatica possibile e con nessuna conseguenza negativa per I suoi cittadini.

 

Cosa vuole mantenere la Gran Bretagna?

Non dobbiamo dimenticarci di alcuni fattori molto importanti:

Il Regno Unito ha bisogno della libera circolazione di persone

L’economia della Gran Bretagna non può sopravvivere se veramente saranno posti limiti stringenti sulla circolazione da e per l’Unione Europea di cittadini o merci.
Londra in particolare avrebbe gravissimi problemi se il milione o piu’ di qualificati professionisti provenienti dalla UE che vivono e lavorano permanentemente nella Capitale avessero delle limitazioni. Dalla finanza al turismo, dalla moda alla ristorazione e all’ospitalità, l’economia di Londra è basata sul suo stato di città internazionale. E Londra produce circa il 40% del PIL del Regno Unito…

Per maggiori info leggi anche l’articolo Londra Vuole Rimanere 

Il Regno Unito ha bisogno del mercato libero

La Gran Bretagna ha un bisogno disperato di avere libero accesso al mercato unico dell’UE, sia per importare che esportare beni di ogni tipo. Se una politica di dazi e controlli troppo stringenti dovrebbe essere attuata questo causerebbe danni serissimi all’economia nazionale. E questo e’ il motivo per cui I vincitori fautori della secessione stanno già provando in tutti i modi ad ammorbidire il processo, probabilmente mirando ad ottenere uno stato simile a quello di Svizzera o Norvegia, entrambe nazioni non membre dell’Unione ma dove la libera circolazione di gente e merci non e’ in discussione.

 

Ci sono molti residenti dell’Unione Europea in GB ma ci sono anche milioni di Britannici che risiedono nei Paesi del continente e questi han già fatto sapere che non sarebbero per niente contenti di avere dei limiti seri nei loro movimenti e diritti.

 

Cosa succederà allora? Ecco alcuni scenari del dopo Breixt possibili.

Alla fine di un lungo processo che come detto, potrebbe durare anni, si finirà probabilmente imponendo qualche limitazione all’accesso del Sistema del Welfare (sussidi, aiuti statali), come quelli che son stati varati al tempo dell’ingresso nell’UE delle nazionalità dell’Est (Romania, Bulgaria): per 4 anni dal loro arrivo I cittadini di questi Paesi non potevano chiedere il sussidio di disoccupazione o altri contributi di natura assistenziale. Niente di più. Ma comunque è tutto da vedere e non è per niente sicuro che questo tipo di regole saranno attuate.

La sensazione è che l’UE sia in una posizione di forza maggiore e se la Gran Bretagna vorrà mantenere i vantaggi di accedere all’enorme mercato dell’Unione dovrà fare parecchie concessioni.

Trasferirsi a Londra dopo la Brexit è ancora possibile.

 

Cosa fare? Consigli per chi vuole trasferirsi a londra dopo la Brexit?

Il primo consiglio che ci sentiamo di dare è quello di tenersi aggiornati tramite il nostro sito o la nostra pagina Facebook.

Noi continueremo a fornire guide e articoli qualora qualcosa effettivamente cambiasse.

Il secondo consiglio per tutti quei ragazzi che stanno pensando di costruire una carriera  o intendono comunque risiedere e lavorare o studiare a Londra per un periodo lungo è quello di partire al più presto: questo li metterà in una posizione più favorevole se nel futuro sarà necessario il passaporto.

 

Se hai domande o dubbi contattaci o mandaci un messaggio sulla pagina facebook

 

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dal1989

La A.C. Easy London è un’associazione giovanile costituitasi nel 1989 per favorire scambi culturali e turistici fra giovani appartenenti alla Comunità Economica Europea; siamo presenti in 5 regioni: Lazio, Piemonte, Lombardia, Campania, Sicilia. Leggi la storia

L’associazione è iscritta all’Albo Regionale del Lazio per le associazioni operanti a livello nazionale ed è in possesso dell’autorizzazione di esercizio delle attività turistiche in deroga alla legge quadro per il turismo L.R. 27/01/2000 n. 10.

Articolo a cura di Davide Olla

Londra Vuole Rimanere

Brexit: Un Regno Diviso

Continuano a uscire comunicati stampa da vari schieramenti britannici che mostrano come il paese sia diviso in due.

Da un lato l’ex sindaco di Londra Boris Johnson, che sembra essere uno dei candidati a sostituire il primo ministro uscente David Cameron, afferma: “Il Regno unito non tornerà indietro sui suoi passi”.

 

In parallelo il commissario Europeo Lord Hill dice: “What is done cannot be undone”
Traduzione: Ciò che è fatto è fatto.

Brexit: Regno Unito Diviso

Brexit: Regno Unito Diviso
Fonte @statistaCharts

 

I movimenti dal basso: “Vogliamo un nuovo referendum”

Il giorno dopo l’uscita dei risultati della fatidica Brexit è il momento dei Britannici che vogliono restare in Europa di alzare la testa.

In un tentativo che ha del bizzarro James O’Malley, giornalista freelancer situato a Londra, ha lanciato una petizione su change.org che richiede l’uscita di Londra dal Regno Unito, mantenendola all’interno dell’Europa.
Oltre 100 mila firme raccolte in meno di 24 ore.

Dietro questa azione stanno i numeri: il 59% dei votanti a Londra ha votato per lo stay, con picchi del 70% in alcuni quartieri.
Nelle parole di James O’Malley: “Let’s face it – the rest of the country disagrees. So rather than passive aggressively vote against each other at every election, let’s make the divorce official and move in with our friends on the continent.”

Traduzione: Diciamocela tutta, il resto della nazione è in disaccordo. Quindi piuttosto che votare contro l’un contro l’altro nelle future elezioni è meglio rendere il divorzio [di Londra ndr] e di spostarci con i nostri amici nel continente [l’Europa ndr]”.

 

La petizione per rifare il referendum

In una nota parallela oltre 1 Milione di firme è stato raccolto dietro la volontà di William Oliver Healey, il quale afferma: “We the undersigned call upon HM Government to implement a rule that if the Remain or Leave vote is less than 60%, based on a turnout less than 75%, there should be another referendum.”

 

Traduzione: Noi la minoranza chiediamo al Governo di Sua Maestà di aggiungere una regola per la quale se il voto di Restare o Lasciare ottiene una percentuale inferiore al 60%, avendo una affluenza non inferiore al 75%, venga indetto un nuovo referendum.

 

Brexit: I giovani vogliono restare in europa

Brexit Voti Divisi Per eta I più giovani vogliono restare

I risultati della Brexit suddivisi per età delle mostrano che i più giovani preferiscono rimanere nell’UE

 

Basta dare una veloce occhiata ai dati per capire che i giovani, che dovranno vivere con questa decisione più a lungo, sono propensi al restare.

 

In questa situazione tumultuosa si aspetta l’inizio della work week per capire cosa accadrà.

 

Se hai delle domande vieni a farcele sulla nostra pagina Facebook

 

Fonte delle citazioni: bbc.com

Cosa cambia per chi vuole andare a Londra dopo la Brexit

Le conseguenze della Brexit per chi vuole andare a Londra dopo la Brexit.

Ieri si è tenuto un referendum pubblico su tutta la Gran Bretagna che ha visto coinvolti più dell’80% degli aventi diritto voto. Ma cosa cambia per chi vuole andare a Londra dopo la Brexit?

Cos’è la Brexit

Questo referendum, soprannominato Brexit chiedeva al popolo Britannico la seguente domanda: Should the United Kingdom remain a member of the European Union or leave the European Union?

Traduzione: Il Regno Unito dovrebbe rimanere un membro della Unione Europea oppure Lasciarla?

Il 51.9% dei votanti, circa 17 Milioni di persone, hanno espresso la preferenza di abbandonare l’Unione Europea.

La Bandiera degli Uk che dopo la brexit si appresta a lasciare la Unione Europea

La Bandiera degli Uk che dopo la brexit si appresta a lasciare la Unione Europea

Mi serve il passaporto per andare andare a Londra dopo la Brexit?

La risposta è NO.

La Brexit è per ora stato solo un referendum interno. Sarà necessario aspettare e vedere gli sviluppi per capire che relazione si instaurerà tra il Regno Unito e l’Europa.

 

Quali sono gli effetti immediati per chi deve andare a Londra dopo la Brexit?

Ad oggi l’unico effetto immediato che interessa che vuole andare a vivere nel Regno Unito causato dalla Brexit è stato il crollo della Sterlina che ora vale 1.37 dollari/sterlina.

Il primo ministro  David Cameron, forte sostenitore del rimanere in Europa ha oggi rassegnato le dimissioni. Resta quindi incerto il futuro politico del Regno Unito.

Per il momento quindi non cambia nulla! Easy London continuerà ad aiutarti ad organizzare la tua esperienza a Londra, per avere maggiori informazioni sul nostro servizio di assistenza alla ricerca del lavoro clicca qui vieni a lavorare a Londra

 

Foto di Parliament Street invocativa ai risvolti della Brexit

Ora tocca la Parlamento Britannico di aprire una discussione con l’Europa

Cosa succederà nel futuro?

Ora sta al parlamento Britannico di aprire una conversazione con L’Unione Europea per definire i termini dell’abbandono.

L’indicazione che molti hanno dato in questi giorni è che la vera e propria uscita dall’EU non potrà avvenire prima di 2 anni. Personalmente non ci convince del tutto il fatto che per altri 2 anni non cambierà nulla, però certamente non ci sono da attendersi novità perlomeno fino alla fine dell’anno.

Vi sono due possibilità che comporteranno differenti risultati:

  1. Il trattamento alla Oslo.
  2. Il trattamento da Non-EU.

La opzione alla Oslo

La Norvegia non fa parte della Unione Europea.

Essa però ha sottoscritto il trattato di Shengen che permette ai cittadini di altre nazioni sottoscrittrici del trattato di viaggiare liberamente con il solo uso della carta di identità.

Se le altri nazioni sottoscrittrici del trattato di Shengen venissero incontro al Regno Unito si potrebbe continuare a viaggiare liberamente con una corsia preferenziale per ciò che riguarda la ricerca del lavoro.

Per citare i vertici dell’Unione Europea: Il regno unito non si aspetti trattamenti preferenziali.

Ciò ci porta a trattare il caso peggiore:

Il trattamento da Non-Eu

Nel caso il Regno Unito e l’Unione Europea non riuscissero a conciliare i loro interessi si finirà col avere la Gran Bretagna come nazione separata dalle altre in Europa, obbligando all’uso del passaporto con visto e a incappare in complicazioni per ciò che riguarda la ricerca del lavoro.

Come detto non è ancora accaduto nulla formalmente, non ci resta che aspettare per capire gli sviluppi.

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