Da Gatwick a Londra centro e viceversa

Da Gatwick a Londra Centro, I collegamenti dell’aereporto di Gatwick

Come andare da Gatwick a Londra Centro e viceversa

Per andare da Gatwick a Londra, è possibile prendere il Gatwick Express (treno), usare l’autobus, oppure scegliere il taxi.

L’aereoporto di Londra Gatwick (LGW) è il secondo per grandezza della città ed è tra i più efficienti nel mondo, mettendo a disposizione aerei che raggiungono più di 200 destinazioni in 90 paesi, servendo oltre 35 milioni di passeggeri ogni anno.

L’aereoporto di London Gatwick si trova a 45km a sud di Londra ed ha due terminal, uno a nord e uno a sud, entrambi con diversi negozi, uffici per il cambio valuta, punti di informazione e servizi per i bagagli.

I Collegamenti Gatwick-Londra

Raggiungere il centro di Londra dall’aereoporto di Gatwick con il Gatwick Express e e viceversa

Ci sono diversi treni per andare da Gatwick a Londra.

Il Gatwick Express (con Orari)

Il treno Gatwick Express è il modo più veloce. Ogni 15 minuti parte una corsa no stop dal terminal sud dell’aereoporto per la stazione di Victoria Station, nel pieno centro della città.

Il Gatwick Express prevede corse quotidianamente dalle 4.35 del mattino all’1.35 di notte.

Il viaggio dura circa 30 minuti.

Scarica qui gli orari del Gatwick Express.

Nel consultare gli orari, riferisciti alla prima pagina per gli orari dei treni da Londra Victoria a Gatwick.

Guarda invece la seconda pagina per gli orari da Gatwick a Londra Victoria.

La linea Southern

Altrimenti è possibile viaggiare con la linea ferroviaria Southern, la quale mette a disposizione un servizio regolare di treni per raggiungere l’aereoporto di Gatwick e viceversa .

Raggiungere la Metro da Gatwick con Thameslink

Anche la linea ferroviaria Thameslink prevede treni diretti dall’aereoporto di London Gatwick per le stazioni di Blackfriars, City Thameslink, Farringdon e la stazione di St Pancras international, attaccata alla stazione della metro King’s Cross in pieno centro di Londra.

Raggiungere il centro di Londra dall’aereoporto di London Gatwick con l’autobus e viceversa

È possibile andare da Gatiwck a Londra anche con il servizio navetta.

Ci sono diverse compagnie che offrono questo servizio, tra cui Easybus e la National express. Entrambe offrono la tratta da Gatwick a Victoria Station.

Le fermate dei bus da Gatwick per Londra si trovano al di fuori dei due terminal nord e sud.

Ogni mezzora è prevista una corsa no-stop (senza fermate) di circa 1 ora e 20 minuti, a seconda del percorso che seguirà la compagnia di trasporto prescelta.

È possibile acquistare il documento di viaggio nella biglietteria dell’aereoporto, online oppure a bordo.

Da Gatwick a Londra in taxi

Tendenzialmente ci sono sempre taxi disponibili presso l’aereoporto per raggiungere la città.

Si consiglia di chiedere all’autista quanto verrà a costare il viaggio, prima di partire e di incorrere in brutte esperienze. La tabella con le tariffe medie è visionabile cliccando qui.

Altrimenti è possibile prenotare un taxi una volta arrivati in aereoporto o prima di arrivare a Londra. Sul sito dei Transport for London si può prendere visione dei numeri di tutte le compagnie che operano nella città e possono portarvi da Gatwick a Londra centro.

Attentato a Londra – Investite almeno 5 persone, stimati 12 feriti – 2 Morti

Attentato a Londra, accoltellato un poliziotto.

Attento a Londra. attorno alle 14:35 (15:35 in Italia) di Mercoledì 22 Marzo 2017 un uomo, identificato da un testimone oculare come “vestito di nero, tarchiato, con una specie di bastone in mano” ha pugnalato un poliziotto di servizio all’ingresso del parlamento. Dopo pochi attimi, due agenti in borghese gli anno sparato due o tre colpi.

Attacco a Londra: Investimenti e violenza sul ponte di Westminster

Parallelamente, la polizia Inglese ha ricevuto chiamate di soccorso, si parla di un uomo trovato sanguinante alla sponda del ponte di Westminster, circa 12 persone investite da un auto, 2 morti ed una donna che è caduta dal ponte ed è stata messa in salvo.

Attentato al parlamento ed investimenti sul Ponte di Westminster – Una possibile ricostruzione

Il presunto omicida, si sarebbe schiantato sulla folla sul Westminster bridge e poi sceso dall’auto, armato di coltello, sarebbe riuscito ad addentrarsi nel cortile del parlamento dove avrebbe attaccato un poliziotto.

L attentatore è stato infine ucciso dagli spari delle forze dell ordine.

Scotland Yard ha affermato che si tratta di attentato terroristico fino a prova contraria ed ha messo in atto un ‘Lockdown’ del parlamento, mettendo in sicurezza il Primo Ministro Theresa May.

Video: 12 feriti sul ponte di Westminster a Londra.

La Regina Elisabetta II nella classica litografia prodotta per la Sterlina

La Regina Elisabetta II: 65 anni di regno

La Regina Elisabetta II del Regno Unito è la monarca più longeva della storia britannica, ha quasi 91 anni ed ha celebrato 65 anni di regno il 6 Febbraio 2017 con il giubileo di zaffiro.
Essendo la monarca che per più tempo è stata al trono della Gran Bretagna, il suo regno è stato caratterizzato da una particolare sensibilità per i cambiamenti storici e del modo di percepire la monarchia da parte del pubblico, e da un approccio alle tradizioni, a cui la corona è legata, più moderno ma al contempo rispettoso.

La Storia della Regina Elisabetta II

Infanzia

La Regina Elisabetta II del Regno Unito è nata sotto il nome di Principessa Elizabeth Alexandra Mary il 21 Aprile 1926 a Londra, in Inghilterra. Quando nacque molti non si aspettavano che sarebbe diventata la futura regina del regno britannico.

La Regina Elisabetta I, la Regina Madre

La Regina Elisabetta I, la Regina Madre

Suo padre, Principe Alberto era il secondo figlio del Re Giorgio V e delle Regina Maria, e sua madre, anche conosciuti come il Duca e la Duchessa di York, passavano le loro giornate tra la loro casa a Londra e la loggia reale, la casa di famiglia nel parco degli Windsor.

La Regina Elisabetta II potè godere, quindi, nei primi 10 anni della sua vita di tutti i privilegi dell’essere membro della famiglia reale, senza però subire le pressioni derivate dal mantenimento dell’ apparenza che essere di nomina regia comporta.
Elisabetta II, il cui soprannome è sempre stato Lillibet, e la sua sorella minore Margaret furono istrutite a casa da alcuni tutori.

Il padre diventa Re

King Edward VIII & Miss Wallis Simpson nel 1936

King Edward VIII & Miss Wallis Simpson nel 1936

King George VI

Re Giorgio VI

Nel 1936 la vita della Regina Elisabetta II cambia radicalmente in seguito alla morte del nonno, il Re Giorgio V, al quale era molto affezionata.
Suo Zio, erede al trono, diventa Re Edoardo VIII. L’uomo da due anni portava avanti una relazione con l’americana Wallis Simpson. A causa della sua origine non aristocratica e dei suoi due divorzi, la relazione non era benvista a palazzo.

Fu così che Re Edoardo VIII dovette scegliere tra il cuore e la corona.
Prevalse l’amore e abdicò, determinando in questo modo che il fratello, il Principe Albero, fosse il nuovo successore al regno della Gran Bretagna.
Il padre di Elisabetta II diventa in questo modo Re Giorgio VI.

Servizio nella seconda guerra mondiale

Nel 1939 scoppia la seconda guerra mondiale, all’epoca Elisabetta II e sua sorella Margaret passavano le loro giornate per lo più lontano da Londra, nel castello di Windsor.

Dalla contea del Berkshire, dove era situato il castello, Elisabetta II partecipò al primo dei suoi famosi interventi ad una trasmissione radiofonica, dove a soli 14 anni, mostrando molta calma e una personalità ferma e determinata, provò a rassicurare i bambini della Gran Bretagna, specialmente quelli che per motivi di sicurezza erano stati evacuati dalle loro case e allontanati dalle loro famiglie.

La futura Regina pronunciò in tale occasione la seguente frase “In the end, all will be well. For God will care for us and give us victory and peace.” [Alla fine tutto andrà per il verso giusto. Dio si prenderà cura di noi e ci porterà alla vittoria e alla pace]
Molto giovane cominciò a occuparsi dei suoi primi doveri pubblici.

La Regina Elisabetta II ed il Presidente USA Ford nel 1976

La Regina Elisabetta II ed il Presidente USA Ford nel 1976

Nominata Colonnello in capo delle guardie granatiere da suo padre, fece la sua prima comparsa in pubblico nel 1942 per ispezionare le truppe.
Subito dopo cominciò ad accompagnare i suoi genitori alle visite ufficiali all’interno del Regno.

Nel 1945, Elisabetta II si unì al Servizio Ausiliare Territoriale per poter partecipare personalmente allo sforzo per la guerra. Fu addestrata come autista e meccanico professionista. Il suo lavoro come volontaria durò solo qualche mese, ma le permise di comprendere il mondo da una prospettiva diversa rispetto a quella da appartenente alla famiglia reale.

Matrimonio e ascesa al potere

Elisabetta II incontrò per la prima volta Philip Mountbatten, figlio del Principe Andrea della Grecia, quando aveva solo 13 anni e ne rimase subito colpita.
I due erano cugini alla lontana, rimasero in contatto per anni e alla fine finirono per innamorarsi.
I due erano una coppia inusuale. Elisabetta II era, infatti, calma e riservata mentre Philip turbolento e molto diretto.
Suo padre, il Re Giorgio VI, aveva molti dubbi sull’unione.

Elisabetta II e Filippo Incoronati

Ciònonostante, nel 1947 i due convolarono a nozze.
La futura Regina per l’occasione indossò un abito disegnato da Norman Hartnell, couturier preferito dai nobili britannici. L’abito era di seta color avorio, decorato con oltre 10mila perline.
La cerimonia si tenne nell’abbazia di Westminster a Londra il 20 Novembre. La famiglia prese il nome di Windsor, seguendo il consiglio della madre di Elisabetta e del primo ministro Winston Churchill.

Per la prima volta nella storia, la cerimonia fu trasmessa in televisione, permettendo alle persone da ogni parte del mondo di assistere allo sfarzo e alla spettacolarità dell’evento.
La coppia in poco tempo ebbe un figlio, il futuro erede del Regno Unito: il Principe Carlo.

Nel 1950 nacque invece la seconda genita: Anne.
Il 6 Febbraio 1952 il Re Giorgio VI muore, mentre Elisabetta II e Philip erano in Kenya.
Elisabetta II diventa così Regina del Regno Unito.
L’incoronazione ufficiale avvenne il 2 Giugno 1953 nell’abbazia di Westminster.

Da impero a Commonwealth

Quando Elisabetta II divenne Regina, la Gran Bretagna del post-guerra era ancora sostanzialmente un impero.
Tuttavia, durante gli anni ’50 e gli anni ’60, molti dei paesi colonizzati raggiunsero l’indipendenza e l’impero britannico si evolse in Commonwealth.

 

La Regina Elisabetta II diventò così la leader del Commonwealth e la rappresentante del Regno Unito.
Nel 1965 fu la prima monarca britannica in 50 anni a fare visita alla Germania.
Durante gli anni ’70 e gli anni ’80, continuò a viaggiare ampiamente.
Nel 1973 partecipò alla conferenza del Commonwealth ad Ottawa in Canada e nel 1976 andò negli Stati Uniti per partecipare al duecentesimo anniversario dell’indipendenza dell’America dalla Gran Bretagna.

Una settimana dopo era già a Montreal in Canada per l’apertura delle Olimpiadi estive.
Nel 1979, viaggiò in Kuwait, Bahrain, Arabia Saudita, Qatar, negli Emirati Arabi e in Oman, quest’ultimo grazie a questa visita ottenne molta visibilità internazionale.

La famiglia reale

Elisabetta II ebbe altri due figli, Andrew e Edward che rispettivamente nacquero nel 1960 e nel 1964.
Nel 1969 ha ufficialmente nominato il Principe Charles come suo successore, assegnandogli il titolo di Principe del Galles.

Nel 1981 Charles sposò la diciannovenne Diana Spencer, la quale, secondo molti giornali scandalistici dell’epoca, fu spinta dalla famiglia a sposarsi con lui.Regina Elisabetta II nel 1953
Il matrimonio attirò milioni di persone a Londra e altrettanti milioni lo guardarono in diretta tv dalle proprie case. L’opinione pubblica a quell’epoca era molto propizia nei confronti della monarchia.

 

L’anno seguente, il suo secondo figlio, il Principe Andrew si arruolò come pilota degli elicotteri per la flotta navale britannica, la British Royal Navy, per la guerra delle isole Falkland nel 1982. La Gran Bretagna entrò in guerra contro l’Argentina per il controllo delle isole Falkland. La battaglia durò diverse settimane.

Minacce alla monarchia e perdite affettive

La Regina Elisabetta II, durante il suo lungo regno, ha assistito diverse volte ad attacchi rivolti alla monarchia.
Nel 1979 ha subito una forte perdita quando Lord Mountbatten, lo zio di suo marito, fu ucciso in un attentato terroristico. Mountbatten ed alcuni membri della famiglia si trovavano in barca il 29 Agosto, a largo della costa settentrionale dell’Irlanda, quando l’imbarcazione è esplosa.
L’IRA (Irish Republican Army), gruppo armato per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord dal Regno Unito, ha rivendicato l’attacco.

Nel Giugno del 1981 lei stessa fu vittima di un’aggressione. Stava cavalcando, durante la cerimonia militare del Commonwealth, Trooping the Colour, organizzata per il suo compleanno, quando un uomo nella folla puntò una pistola contro di lei.
Fortunatamente il colpò non partì perché la pistola non era carica.
Infine, il nuovo millennio della Regina è stato caratterizzato da due gravi perdite affettive. Nel 2002 muore la sua sorella minore Margaret e solo qualche settimana dopo la madre, conosciuta come Queen Mother, morta il 30 Marzo all’età di 101 anni.

Scandali

Anche il vivido amore per i suoi figli le ha procurato non pochi attacchi di cuore.
Il difficile matrimonio del Principe Charles con Diana è stato tema di pagine e pagine sui principali giornali scandalistici, fino al divorzio della coppia nel 1992.

Anche il matrimonio del Principe Andrew con Sarah Ferguson è finito diverse volte sui tabloid, a causa dei presunti tradimenti di lei.

Anche il suo stesso marito, Philip, è diventato soggetto di innumerevoli pettegolezzi. Si pensava,infatti, che tradisse la Regina.

La morte della principessa Diana

I fiori a Buckingham Palace per il Funerale di Diana

Nel 1997 Elisabetta II, fu attaccata intensamente dai media a causa della morte della principessa Diana. La sua ex suocera, incredibilmente popolare, tant’è che era chiamata la People’s Princess, la principessa del popolo, morì in seguito ad un mortale incidente d’auto a Parigi il 31 Agosto.
La Regina si trovava quel giorno nel castello di Balmoral in Scozia con il Principe Charles e i suoi due figli.

Per giorni, la Regina non si pronunciò riguardo l’accaduto mentre il Paese piangeva il terribile lutto.
Fu molto criticata per la sua mancanza di risposte.

Cominciarono a circolare storie sul fatto che la Regina non voleva concedere a Diana un funerale da reale e questo portò ad un aumento dell’ostilità da parte del popolo nei confronti della monarchia.
Una settimana dopo la morte della Principessa Diana, Elisabetta II tornò a Londra e emise una dichiarazione sulla sua scomparsa.

Cambiamenti

Elisabetta II è stata la fautrice di una grande rivoluzione interna della monarchia britannica.
Ha fatto cadere alcune delle più obsolete tradizioni e ha reso l’accesso ad alcuni luoghi e tesori del regno più facile.
Ha accettato apertamente l’eliminazione della Civil List, ovvero l’assegnazione annua, nel bilancio dello stato, di una somma a favore del Re in ragione dell’ufficio da lui esercitato.
Un sistema di raccolta fondi statale datato 250 anni.

Una Regina da record

Il giubileo diamante

Opera dedicata al Giubileo di Diamante della Regina Elisabetta II

La Regina Elisabetta II ha celebrato il giubileo diamante nel 2012, avendo regnato 60 anni.
Per l’occasione hanno suonato Paul Mccartney, Tom Jones, Stevie Wonder, Kylie Minogue. Inoltre, il 9 Settembre 2015 ha sorpassato la Regina Vittoria, divenendo di fatto la governante che per maggior tempo ha regnato sulla Gran Bretagna.

Il giubileo zaffiro

Pochi giorni fa, il 6 Febbraio del 2017, la Regina ha festeggiato 65 anni di regno. È la prima monarca nella storia del Regno Unito a festeggiare questo giubileo.

La Regina nonna

Nel 2013 è diventata nonna. Suo nipote William e sua moglie Kate, la duchessa di Cambridge, hanno avuto il loro primo figlio: George Alexander Louis, conosciuto come Sua Altezza Reale Principe George di Cambridge.
Due anni dopo, il 2 Maggio del 2015 hanno avuto il secondo figlio, la Principessa Charlotte.

Regina Elisabetta II in Giallo

La Brexit e Theresa May

Brexit: facciamo il punto della situazione

Cos’è la Brexit?

Il termine Brexit, derivato dall’unione di Britain (abbrevazione colloquiale di Gran Bretagna) e Exit (uscita), è il nome che è stato dato al referendum consultivo del 23 Giugno 2016, che ha decretato la volontà dei britannici di uscire dall’Unione Europea.
Il quesito del referendum era : “Il Regno Unito dovrebbe restare o lasciare l’Unione Europea?”.
Nel complesso il 52% dei votanti ha scelto di lasciare l’Unione Europea, contro il 48% che avrebbe voluto che la Gran Bretagna ne rimanesse membro.
Si è assistito ad una grande affluenza alle urne. Infatti, più di 30 milioni di persone hanno votato, circa il 71,8% degli aventi diritto di voto nel Regno Unito.

Cosa è successo dopo il referendum? Le tappe

Nuovo primo ministro per il Regno Unito: Theresa May

David Cameron deluso dalla vittoria del leave della brexit

David Cameron deluso dalla vittoria del ‘Leave’ della brexit

In seguito alla vittoria del Leave, David Cameron lascia il ruolo di Primo Ministro.
Successivamente, Theresa May annuncia la sua candidatura alle primarie del partito conservatore del 30 Giugno 2016, dove sarà la più votata.
Dovrà competere solo con un’altra donna, Andrea Leasdome, la quale l’11 Luglio 2016, tuttavia, si ritira.
Così, rimasta l’unica candidata alla carica di Leader è anche l’unica a poter ricoprire il ruolo di Primo Ministro.
Il 13 Luglio 2016 effettua il giuramento e trasferisce il suo ufficio al n.10 di Downing street.
Theresa May è la seconda donna di sempre a ricoprire la carica di Primo Ministro del Regno unito dopo Margareth Thatcher nel 1979.

Chi è Theresa May?

Theresa May nuovo Primo Ministro del Regno Unito

Theresa May nuovo Primo Ministro del Regno Unito

La ex segretaria di stato ha preso il posto di David Cameron, in seguito alle sue dimissioni il giorno dopo il Referendum.
Theresa Mary Brasier May è il primo ministro donna dopo Margareth Thatcher.
È nata il primo di Ottobre del 1956 a Eastbourne nel Sassex. Suo padre, Hubert Brasier, era sacerdote della chiesa anglicana e la madre, Zaidee Brasier, casalinga.
Eredita dalla madre, una fervente conservatrice, la passione per la politica.
Si specializza in Geografia al St. Hugh’s College alla Oxford University e nel 1977 si laurea.
Durante gli studi, conosce, Benazir Bhutto, il futuro primo ministro indiano che le presenta Philip May, il suo attuale marito. La coppia si sposa nel 1980.
I coniugi May hanno parlato pubblicamente riguardo la loro impossibilità di avere figli, dovuta ad alcuni problemi di salute di Theresa.
In seguito alla laurea, la May ha lavorato nel settore finanziario per 20 anni, prima nella Banca d’Inghilterra e poi nell’Agenzia delle entrate britanniche.
Inizia il suo percorso nell’ambito politico intorno alla metà degli anni ottanta . Un percorso costantemente in ascesa.
Nel 1997 viene eletta membro della camera dei comuni per il collegio di Mainhead.
Nel 2010 viene nominata ministro dell’Interno del primo governo Cameron e poi, rieletta il 7 maggio 2015 con 35.453 voti e il 65,8% delle preferenze.
Theresa May, una delle poche donne dell’intero governo britannico, è anche il membro più anziano del partito conservatore e la persona che al suo interno ha ricoperto il ruolo più rilevante.
Nel 2002, coniando il termine “Nasty Party”, ovvero il “cattivo partito”, esprime la necessità di rifondare il partito conservatore che già da diverso tempo godeva di un grave problema d’immagine, derivato dalle prese di posizione dei suoi membri contro gli omosessuali, le minoranze e lo scarso riguardo verso le categorie più vulnerabili.
Apre così la strada al rinnovamento del partito.
Nel 2010 diventa Segretaria di Stato e Ministro delle Donne e delle Pari Opportunità.
Da quest’ultimo ruolo si dimette nel 2012.
È stata il Segretario di Stato che ha detenuto la carica per maggior tempo, dal periodo di James Chuter Ede, 60 anni prima.
Come segretario di stato ha perseguito una politica di riforma della polizia, imponendo una linea più intransigente sulle droghe e ha introdotto numerose restrizioni all’immigrazione.
Infine, nel 2016 è diventata il secondo Primo Ministro donna nella storia del Regno Unito.
Chiaramente la questione più delicata che May ha dovuto affrontare nelle vesti di questo ruolo è la questione Brexit.
La May inizialmente era a favore del remain, sebbene fosse sempre stata una euroscettica. A tal proposito, proprio ad Aprile 2016, poco prima del referendum, affermò che riteneva fosse meglio rimanere membro dell’Unione Europea perché credeva nella forza della Gran Bretagna e per tale motivo essa doveva con il suo peso economico, diplomatico e militare mostrare la sua capacità di guidare e non solo di seguire.
Il recente voltagabbana affermato dal suo “Brexit means Brexit” – Brexit significa Brexit – è stato giustificato dal fatto che la volontà del popolo viene prima di ogni cosa.

Ripercussioni della Brexit sull’economia britannica

L’economia del regno unito sembra aver superato l’iniziale shock registrato post voto, sebbene il valore del pound si sia abbassato al livello di 30 anni fa e gli esperti sono fortemente divisi riguardo gli effetti di lungo termine dell’uscita del Regno Unito dall’Europa.
Alcune grosse aziende hanno lamentato un aumento dei costi, legato al crollo della sterlina.
Il Regno Unito ha inoltre perso il suo posto di AAA di credit rating.
La Banca d’Inghilterra stima al rialzo le previsioni di crescita del PIL per il Regno Unito.
Nel 2017 si assisterà a un +2%, con un rallentamento contenuto al 1,6% nel 2018 e un rilancio nel 2019 con un +1,7%.

L’articolo 50 del Trattato di Lisbona

Articolo 50 del trattato di Lisbona

Per lasciare l’Europa il Regno Unito deve invocare l’articolo 50 del trattato di Lisbona, il quale prevede che ogni Stato Membro può decidere volontariamente di ritirarsi e non essere più un membro dell’Unione in modo conforme alle proprie norme costituzionali.
L’articolo 50 del Trattato di Lisbona condede 2 anni di negoziazioni per definire i termini della separazione.
Theresa May è intenzionata a dare il via al processo di uscita dall’Unione entro la fine di Marzo 2017.
Ciò significherebbe che il Regno Unito dovrebbe lasciare l’Europa entro l’estate del 2019. Ovviamente tutto questo dipende dalla tabella di marcia che verrà decisa durante le negoziazioni.
Il governo promulgherà, inoltre, il Great Repeal Bill, ovvero la legge che porrà fine alla supremazia delle leggi europee sopra quelle del Regno Unito, abrogando il Trattato Istitutivo della Comunità Europea del 1972.

La decisione della Corte Suprema della Gran Bretagna

Tuttavia, il governo non può appellarsi all’articolo 50 del Trattato di Lisbona senza prima coinvolgere il parlamento.
La Corte Suprema ha, infatti, deliberato, anche in seguito al ricorso presentato da Theresa May, che il parlamento deve obbligatoriamente essere consultato, visto il fatto che il referendum di Giugno era consultivo e il suo risultato non basta a modificare i trattati internazionali senza passare dal parlamento.

Il Sì della Camera dei comuni: il primo passo verso l’uscita dall’Unione Europea

House Of Commons

La Camera dei Comuni vota per procedere con la Brexit

Il primo Febbraio la Camera dei Comuni ha votato a favore del progetto di legge governativo che permette di intraprendere i negoziati formali per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, attraverso la notifica dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona.
Il risultato del voto è stato nettissimo: 498 deputati si sono dichiarati a favore, contro i 114 contrari per la legge di 2 commi presentata dal governo.
Molti hanno dichiarato di aver espresso il loro voto in nome della volontà popolare che si è manifestata a Giugno con il referendum.
Ora manca solo il voto dell’altra camera, quella dei Lords.
L’attuazione definitiva dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona dovrebbe avvenire entro la fine di Marzo per poi dare il via alle negoziazioni con l’Unione Europea, che potranno durare 2 anni.

Brexit White Paper: Piano Brexit pubblicato dal governo britannico

Il 2 Febbraio l’esecutivo del Regno Unito ha pubblicato il documento ufficiale contenente le linee politiche che determineranno il piano di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.
Il White Paper, in italiano il libro bianco, espone i 12 punti fondamentali su cui saranno focalizzate le negoziazioni con l’Europa.
Leggendo le 77 pagine del documento si evince la decisione di una rottura molto forte con l’Unione, determinando così la tanto temuta Hard Brexit, definita dal ritiro dal mercato unico e dalle limitazioni per la libera circolazione delle merci e delle persone.
I 12 punti del white paper (potete scaricarlo e leggerlo in lingua inglese in formato Pdf al seguente link: https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/589191/The_United_Kingdoms_exit_from_and_partnership_with_the_EU_Web.pdf, sono:

1. Trasparenza e chiarezza nell’approccio ai negoziati con l’Europa;
2. Porre fine alla giurisdizione della Corte di Giustizia Europea nel Regno Unito;
3. Rafforzamento dell’unione britannica (Inghilterra, Irlanda del Nord, Galles e Scozia) e continuo impegno al rispetto dell’Accordo di Belfast (per la pace in Irlanda);
4. Tutela dei rapporti con l’Irlanda, mantenendo l’area di common travel;
5. Controllo dell’immigrazione, compresa quella dei cittadini provenienti da paesi dell’Unione Europea;
6. Assicurare i diritti dei cittadini UE residenti nel Regno Unito e dei cittadini britannici residenti nei paesi europei;
7. Tutelare e accrescere i diritti vigenti dei lavoratori;
8. Sviluppare una nuovo accordo strategico con l’Unione Europea per il libero scambio delle merci e intese doganali reciprocamente vantaggiose;
9. Sviluppare nuovi accordi commerciali ambiziosi con altri Paesi per il libero scambio nel mondo;
10. Mantenere il primato del Regno Unito per l’investimento nell’innovazione e nella scienza, cercando in questo ambito di mantenere una stretta collaborazione con gli altri paesi europei:
11. Collaborare assieme all’Unione Europea nella lotta alla criminalità e al terrorismo e sostenere la giustizia nel mondo;
12. Realizzare l’uscita dall’Unione Europea tramite un processo cadenzato di attuazione per passare dai vecchi ai nuovi accordi tra Gran Bretagna, Istituzioni europee e gli Stati destinati a restare membri dell’Unione Europea.

Quand’è che il Regno unito ufficialmente l’Europa?

Una volta che sarà innescata l’uscita, in virtù dell’articolo 50, il Regno Unito avrà due anni per negoziare il suo ritiro.
Ma nessuno sa esattamente come avverrà questa uscita dall’Unione Europea, perché è la prima volta che succede. L’articolo 50 del Trattato di Lisbona fu infatti creato nel lontano 2009, ma mai utilizzato prima d’ora.
Secondo l’ex segretario per gli affari esteri Philip Hammond, potrebbero volerci fino a sei anni per completare le negoziazioni per l’uscita dall’Unione.
Infatti, le condizioni di uscita del Regno Unito dall’europa dovranno essere accettate da 27 parlamenti nazionali. Un processo che potrebbe essere molto lungo.
La legge dell’Unione sarà valida nel Regno Unito fino a quando esso non sarà più ufficialmente un membro dell’Unione Europea.
Nel frattempo, il Regno Unito continuerà ad attenersi ai trattati e alle leggi europee, ma non avrà più attività decisionale.

Scenari futuri : Cosa ci aspetta da qui a 2 anni?

Cosa significa Hard brexit e soft Brexit?

Hard vs Soft Brexit

Credits: http://marketbusinessnews.com

Hard Brexit e Soft Brexit sono due termini che sono stati largamente usati durante il dibattito sulle condizioni di uscita del Regno Unito dall’Europa.
Non c’è una vera e propria rigorosa definizione, ma i due termini indicano il grado di vicinanza che il Regno unito manterrà nel rapporto con l’Unione.
Da un lato la Hard Brexit potrebbe comportare un rifiuto da parte del Regno Unito nel raggiungere compromessi riguardo temi come la libera circolazione delle persone e delle merci e il rifiuto di rimanere nel mercato unico.
Dall’altro lato una Soft Brexit consisterebbe nel seguire l’esempio norvegese, ovver restando un membro del mercato unico, accettando dunque la libera circolazione delle persone e delle merci ma non facendo parte dell’Unione Europea.

Cosa succederà ai cittadini europei che vivono nel Regno Unito?

I cittadini europei che hanno un permesso di soggiorno permanente, che è garantito dopo 5 anni che una persona ha vissuto nel Regno unito, potranno rimanere in Gran Bretagna senza particolari problemi.
Per quanto riguarda tutti gli altri cittadini europei, la loro condizione dipenderà da quello che verrà stabilito dalle negoziazioni con l’Europa e le decisioni del parlamento britannico.
La stessa cosa vale per i cittadini britannici residenti in Europa. Anche nel loro caso tutto dipenderà dalle decisioni prese in seguito alle negoziazioni.
Se il governo dovesse imporre delle restrizioni al permesso di lavoro nel Regno Unito, allora altri stati europei potrebbero contraccambiare e quindi per i lavoratori britannici in Europa servirebbe un visto.
Il Segretario di Stato per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, David Davis, ha dichiarato recentemente che non ha alcuna intenzione di buttare fuori nessuno e che il Regno Unito ha il debito morale e legale di lasciare loro tutti i diritti che hanno.

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Cosa succederà ai cittadini europei che vogliono lavorare nel Regno Unito?

La risposta a questa domanda dipende dalla decisione che il governo britannico prenderà nei prossimi mesi.
Potrebbe essere introdotto un un sistema di permessi di lavoro simile a quello già in vigore con gli extra-europei, limitando, quindi, l’entrata solo ai lavoratori qualificati, in carenza di manodopera.

L’immigrazione subirà delle restrizioni?

Il primo Ministro Theresa May ha affermato che uno dei motivi che hanno spinto i cittadini britannici a voler lasciare l’Europa è che vogliono assistere ad una riduzione dell’immigrazione.
Ha dichiarato, infatti, che questo sarà chiaramente uno dei temi centrali della negoziazione con l’Unione Europea e che vuole attuare un programma di controllo delle entrate e delle uscite dalla Gran Bretagna, in modo da ottenere un livello sostenibile di migrazione che lei ha definito possibile mantendenole sotto i 100.000 all’anno.
Al momento è di 330.000 all’anno, di cui 184.000 europei e 188.000 provenienti da paesi extra europei. Questo numero tiene conto di una emigrazione annuale di cittadini britannici pari a 39.000 persone.

Cosa significa questo per la Scozia?

Il primo ministro della Scozia Nicola Sturgeon ha affermato che il voto è democraticamente parlando inaccettabile.
È ingiusto che la Scozia sia costretta ad uscire dall’Europa, quando la maggioranza dei suoi abitanti ha votato per rimanere.
Per tale motivo, un secondo referendum per l’indipendenza dal Regno Unito è altamente probabile nei prossimi anni.

Cosa significa questo per l’Irlanda del Nord?

Prima delle dimissioni del deputato primo ministro Martin Mcguinness, egli affermò che la Brexit avrà sicuramente un fortissimo impatto sull’Irlanda del Nord e che molto probabilmente l’Irlanda vorrà ora votare per la riunificazione dell’Isola.

5 cose che non sapevi sulla regina Elisabetta II del Regno Unito

La Regina Elisabetta II del Regno Unito ha raggiunto oggi il primato assoluto di 65 anni di regno.

Il 9 Settembre 2015 aveva già oltrepassato il record della trisavola, la Regina Vittoria, il cui reame era durato 63 anni, 7 mesi e 2 giorni.
Ecco 5 curiosità sul personaggio più famoso e discusso della storia della monarchia britannica.

Regina da una vita

Nel 2012 la Regina Elisabetta II ha festeggiato il giubileo di diamante, celebrazione tenutasi per festeggiare il sessantesimo anno di regno. Per farsi un’idea, durante questi 65 anni la Regina Elisabetta ha conosciuto 12 presidenti degli Stati Uniti, 6 Papi della chiesa cattolica, 13 Primi ministri del Regno Unito.

La regina Elisabetta II non necessita della patente o del passaporto

La regina è l’unica persona nel Regno Unito che per guidare non ha bisogno della patente e la targa sulla sua macchina. Inoltre per viaggiare in tutto il mondo non ha bisogno del passaporto.

La Regina Elisabetta II è un’amante dei cani Corgi

La regina ha adottato oltre 30 cani corgi durante il suo regno. Il primo si chiamava Susan, ricevuto come dono per il suo diciottesimo compleanno. Molti dei corgi in seguito erano discendenti di Susan

La Regina Elisabetta II ha inviato la prima e-mail della storia

Il 26 Marzo del 1976 la Regina ha inviato la prima e- mail della storia da una base dell’esercito britannico durante una dimostrazione di network technology. La mail è stata trasmessa tramite ARPANET, l’antenato di Internet.

Oltre 3.500 leggi approvate durante il suo regno

Per trasformare un progetto di legge in una legge a tutti gli effetti, dopo essere stata approvata da entrambe le camere del parlamento britannico, la House of Lords e la House of Commons, essa deve ricevere il consenso reale.
Dal 1952, quando salì al trono, la Regina ha approvato oltre 3.500 disegni di legge.

9 Segni che ti dicono che è il momento di trasferirsi a Londra

Quali sono i segni che ti dicono che è tempo di trasferirsi a Londra?

Capita, ad un certo punto della vita che il richiamo di Londra prenda il sopravvento, la routine di tutti i giorni soffoca e trasforma la vita di tutti i giorni in qualcosa di noioso…. insomma si sente dentro la pancia che basta. E’ tempo di partire, di fare un esperienza nuova, di trasferirsi a Londra….

Quando si inizia ad avvertire questo sentimento di “lasciare tutto”, “andarsene” la vita in Italia inizia a prendere una piega diversa da prima, ogni piccola difficoltà ci sembra intollerrabile e una noia per la solita vita, ci attanaglia. Forse è giunto il momento per trasferirsi a Londra….

Ecco a voi una lista di 9 segnali tipici di chi sta per partire, di chi ha deciso di lasciare tutto per provare l’avventura londinese.

1 Pensi sempre al futuro e rimpiangi i tempi passati

Non riesci a concentrarti su quello che fai, sei sintonizzato su un’altro orizzonte temporale rispetto alle persone che ti circondano. Comunemente si direbbe che vivi nel tuo mondo.       Non c’è nulla di male a fantasticare su un futuro migliore, a provare nostalgia per i ricordi di qualche anno fa….. il problema è se questi pensieri ti impediscono di vivere bene in Italia….forse è il momento di trasferirsi a Londra!

2 Non sopporti più la tua vita, troppo tranquilla e normale

Londra è uno dei luoghi più caotici al mondo… Persone che hanno sempre qualcosa da fare, locali, ristoranti aperti a qualsiasi ora del giorno… A Londra non ci si ferma mai, c’è sempre qualcosa da fare!!

3 Ti lasci con la persona che ami

Argomento doloroso e delicato, non lo approfondiremo…..                                               Probabilmente hai bisogno di tempo per riflettere e l’idea di mettere qualche migliaio di KM di distanza dall’emozioni potrebbe aiutare.                                                                                                   Il tempo si sà aiuta, e poi chissà che il vero amore non sia prorio là a Londra ad aspettarti, anche per i tuoi sentimenti è tempo di trasferirsi a Londra

4 Provi rabbia, disagio, irritazione ogni volta che vai al lavoro

Ahimè, lavorare ci porta via gran parte della nostra giornata, sacrificio faticoso ma necessario, certo è che se inizi a vivere la tua giornata lavorativa con sentimenti di frustrazione, le ore passate al lavoro ti sembreranno non finire più.                                                                                       Questo è un evidente segnale che qualcosa non sta funzionando,…

5 Le persone ti dicono di “stare calmo”

“Hai bisogno di rilassarti” “Beviti una tisana” “Ma dormi bene la notte?” ” Datti una calmata!” Quanto durante la giornata ti senti dire queste frasi più volte….vuol dire che qualcosa proprio non funziona, la tua intolleranza nei confronti della tua vita attuale sta raggiungendo il livello di guardia. Probabilmente stai trattenendo qualcosa…magari la voglia di trasferirsi a Londra?

 6 Pensi che la vita abbia in serbo molto di più per te

L’Italia ti sta stretta, non riesci a trovare il lavoro per cui hai studiato, un’esperienza a Londra  potrebbe aprirti gli orizzonti, per prima cosa potresti imparare l’inglese, fare un esperienza di lavoro all’estero fa sempre Curriculum… insomma hai voglia di crescere, di provare a vedere se riesci a farcela da solo: Londra come sfida.
Tu sei un tipo che non si accontenta e se non hai la pappa pronta te la vai a cercare, anche a costo di andare a… Londra!

Forse potrebbe interessarti anche questo articolo che risponde alla domanda “Si può lavorare a Londra senza sapere l’inglese”

7 Quando guardi il Telegiornale la sera hai voglia di andartene dall’Italia

Basta le solite notizi, la solita Italia, i soliti politici, vuoi disintossicarti…spegnere la TV non ti basta più hai voglia di respirare un modo diverso di vivere.

8 Non sopporti più di andare nei soliti posti

Il solito pub, i soliti amici, le solite storie, i soliti giri……..

“Ragazzi vi voglio bene ma ho bisogno di andarmene per un pò, così da poter apprezzare nuovamente la vecchia routine!”

9 Hai la testa tra le nuvole

Sei sempre stato un sognatore ma di questi tempi proprio non riesci a concentrarti…daltronde si sa: LONDON IS A STATE OF MIND!!!

Se ti è piaciuto l’articolo, scrivici i tuoi segnali! Presto ne pubblicheremo uno nuovo!

Se sei interessanto a partire per Londra ti consigliamo di leggere questo articolo su come lavorare a Londra.

 

Articolo di Marco Muzzi

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Leggi il nostro blog ci sono tanti articoli che approfondiscono l’argomento: lavoro a Londra con consigli e suggerimenti, come ad esempio questo articolo: http://www.easylondon.it/2016/08/offerte-lavoro-londra/

Andare a Londra / Trasferirsi a Londra / Voglio andare a Londra /Partire per Londra / emigrarare a Londra / Lavoro a Londra / Segni che è tempo di partire per Londra / Viaggio a Londra / Sto per andare a Londra

Big Ben Londra 4 fatti che non conoscevi!

Londra: Il Big Ben. 4 cose che non sapevi

4 curiosità sulla CAMPANA più amata d’Europa:

  • Big Ben è il nome della campana, non della torre!
  • Gli Inglesi chiamano la torre: “Clock Tower”
  • Non è chiara l’origine del nome “Big Ben”
  • Ci vollerò 25 anni per costruire la torre!

Fatto extra: Ogni 365 giorni l’orologio contenuto nella Clock Tower perde 6 secondi! Quindi degli addetti specializzati lo devono risistemare ogni anno!

 

Vieni a Lavorare a Londra!

Vivere a Londra? Una sfida possibile?

Quali sono i segreti per vivere a Londra?

I 3 segreti per Vivere a Londra

Ogni giorno riceviamo decine di messaggi sulla nostra Pagina Facebook e decine di mail che ci chiedono informazioni riguardo la possibilità di vivere a Londra!

Anna ci scrive: “Vivere a Londra è il sogno della mia vita!”

Marco ad esempio vuole trasferirsi e ci chiede: “Aiutatemi a realizzare il sogno di vivere a Londra”

Monica invece, non appena tornata da una vacanza a Londra ci scrive: “Quando ci sono stata per vacanza ho capito che avrei voluto viverci”

Tutti questi ragazzi hanno visto Londra solo per qualche giorno, di sfuggita magari durante una vacanza di qualche giorno o di una settimana, ma la maggior parte dei ragazzi che ci scrivono sono sempre andati a Londra per piacere mai per viverci.

E’ molto importante capire che: vivere a Londra non è affatto come starci in vacanza, non sarete più dei turisti con lo scopo solo di divertirvi e l’idea che Londra sia la città ideale, perfetta in ogni situazione, la migliore soluzione per aggiustare la vostra vita, potrebbe vacillare….

Quando ci vivi a Londra insieme alle gioie di aver realizzato il sogno di una vita iniziano i dolori e le difficoltà, perchè si sa, nella vita le cose belle hanno un prezzo e il prezzo di riuscire a vivere a Londra è sacrificarsi, rimboccarsi le maniche ed essere pronti ad essere alla sua altezza.

Quali sono i segreti per vivere a Londra?

 

Il primo segreto per vivere a Londra è essere consapevoli che vivere a Londra è molto diverso dall’essere in vacanza a Londra.

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“London is a State of Mind” è il modo giusto per intraprendere l’avventura e vivere a Londra

Come detto vivere a Londra non è come essere in vacanza, cambia tutto. Vivere a Londra è una scelta di vita, dovrai essere molto determinato perchè Londra non solo dà  con le sue mille opportunità ma anche distrugge. Il mercato del lavoro è molto mobile e questo se da una parte aumenta le tue possibilità di trovare lavoro dall’altra le possibilità di perderlo e quindi cambiarlo sono molto alte! Dovrei essere predisposto e orientato al cambiamento.

Un ottimo consiglio per orientarsi nella ricerca di lavoro a Londra è rivolgersi ai servizi che ti offrono assistenza sia nel disbrigo pratiche per lavorare a Londra sia nel trovare lavoro facendo sostenere dei colloqui di lavoro: Vieni a Lavorare a Londra

Puoi anche trovare una guida aggiornata e riassuntiva: Guida alla London Experience

Il secondo segreto per vivere a Londra è trovare un alloggio adatto a te

Easy London ti può aiutare a realizzare il tuo sogno di vivere a Londra proponendoti innanzitutto un alloggio pensato per la tua esperienza che ti permetterà di non spendere troppi soldi ( le quadruple partono da 85 Sterline per persona a settimana) e  essere vicinissimo al centro città, in zona 2 a pochi minuti a piedi dalla metropolitana (per maggiori info Alloggi a Londra oppure scrivi a milano@easylondon.it).

Inoltre partire con la Easy London ti faciliterà la conoscenza di ragazzi con cui condividere l’esperienza di vivere a Londra, è infatti molto importante non stare sempre tra italiani ma conoscere altri ragazzi da tutta Europa così che possiate imparare l’inglese che rappresenta una condizione essenziale per poter vivere a Londra (se non hai una grande conoscenza della lingua inglese leggi questo articolo: lavorare a Londra senza sapere l’inglese)

Alloggio a Londra, Kendall Road

L’alloggio giusto per te è una dei requisiti fondamentali per vivere a Londra

Il carovita nella capitale britannica è molto più alto rispetto all’Italia, ma anche rispetto al resto della Gran Bretagna. È tutto più costoso: gli alloggi, la spesa, i trasporti e i divertimenti. E questo potrebbe essere il primo vero ostacolo per chi decide di trasferirsi a Londra e non possiede un budget adeguato per sostenere tutte le spese. Tuttavia, una volta trovato lavoro, la situazione diventerà più sostenibile.

Il terzo segreto per vivere a Londra è essere giovani

Londra offre molte opportunità ma per trasferirsi in una città come Londra e cercare lavoro da zero è altamente consigliato avere un età che sia al di sotto dei 35 anni. Infatti trovare lavoro anche per le mansioni più semplici è richiesta nella stragrande maggioranza dei casi la giovane età.

Ogni città al mondo ha aspetti positivi e negativi, questo articolo vi vuole mettere in guardia sulle difficoltà che potrete incontrare ma anche motivarvi a intraprendere un viaggio eccezionale che vi permetterà di crescere come persone, imparare l’inglese e forse realizzare il vostro sogno di vivere a Londra.

Le città perfette non esistono, noi della Easy London amiamo Londra, ma siamo anche a conoscenza dei suoi difetti, delle sue difficoltà, bisogna allargare gli orizzonti non soffermarsi solo sugli aspetti positivi, sui dettagli che ci piacciono ma accettare Londra nel suo insieme ed essere consapevoli del quadro generale, solo così la si potrà veramente amare e vivere.

 

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dal1989

La A.C. Easy London è un’associazione giovanile costituitasi nel 1989 per favorire scambi culturali e turistici fra giovani appartenenti alla Comunità Economica Europea; siamo presenti in 5 regioni: Lazio, Piemonte, Lombardia, Campania, Sicilia. Leggi la storia

L’associazione è iscritta all’Albo Regionale del Lazio per le associazioni operanti a livello nazionale ed è in possesso dell’autorizzazione di esercizio delle attività turistiche in deroga alla legge quadro per il turismo L.R. 27/01/2000 n. 10.

 

 

 

London Experience: Trovare lavoro a Londra

VIVERE, STUDIARE E TROVARE LAVORO A LONDRA.
Tutto quello che c’è da sapere prima della partenza per trovare lavoro a Londra.

I giovani decidono di partire per un’esperienza all’estero, in particolare per cercare lavoro a Londra. Ecco una guida esaustiva per pianificare il proprio trasferimento e per trovare lavoro a Londra.

La forte crisi economica che interessa il mondo intero già dalla fine degli anni Novanta, ha portato alla nascita di nuovi scenari e nuovi fenomeni sociali, soprattutto nei ragazzi delle nuove generazioni che, in massa, decidono di allontanarsi dai propri Paesi d’origine per andare alla ricerca di condizioni migliori.

Sono due le realtà concrete con cui molti giovani, anche laureati, si trovano a combattere ogni giorno: la disoccupazione e il precariato, frutto della crisi e fonte di turbamento per coloro che desiderano realizzarsi personalmente e professionalmente.

Trasferirsi e trovare lavoro a Londra dopo la Brexit

Si è parlato molto del referendum inglese che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dalle scene dell’Europa unita. E la preoccupazione è tanta, soprattutto per coloro che hanno intenzione di viaggiare, studiare o Lavorare a Londra dopo la Brexit. Londra resta una delle mete più ambite dai giovani che decidono di trasferirsi all’estero in cerca di nuovi stimoli, nuove avventure.

La London Experience dopo La Brexit

Niente panico! I cambiamenti previsti in seguito alla vittoria del sì entreranno in vigore molto lentamente e non prima di due anni, almeno. I risultati del referendum non hanno ancora alcuna validità legale. Il governo dovrà infatti negoziare con l’UE ed escogitare un piano d’azione che limiti le conseguenze negative per i cittadini, i turisti e lo scambio di merci. In sostanza, per chi desidera trasferirsi a Londra per intraprendere un’esperienza lontano da casa, al momento, non vi è alcuno ostacolo.

Puoi approfondire leggendo il nostro articolo: “Trasferirsi a Londra dopo la Brexit”.

Il mito della felicità: La Vita a Londra

Stando a quanto riportato nei dati ufficiali risalenti all’agosto 2015, sono almeno 57mila gli italiani che risiedono e lavorano nel Regno Unito e, in particolare a Londra. Un boom di immigrazione mai registrato prima d’ora nella storia del Paese.

Il popolamento urbano che, di anno in anno, è andato sempre più crescendo, è stato anche oggetto di dibattito all’interno delle istituzioni governative. Tant’è che lo stesso ministro degli interni londinese, Theresa May, ha dichiarato che il livello di immigrazione è diventato “non sostenibile” in quanto compromette il buon funzionamento delle infrastrutture pubbliche. Da qui è nata, appunto, l’esigenza del “Brexit”.

Ma perché proprio il Regno Unito? E perché proprio Londra? I motivi sono svariati: studio, Benvenuti alla London Experiencelavoro, miglioramento delle competenze linguistiche, desiderio di mettersi alla prova vivendo da solo all’estero, voglia di incontrare condizioni di vita migliori o, ancora, montare una propria impresa godendo di agevolazioni fiscali di cui altri Paesi non dispongono.

Ebbene sì, perché su tutto il territorio britannico vige un sistema sociale che prevede aliquote basse, sgravi fiscali, finanziamenti agevolati e servizi efficienti e di qualità. Insomma, una sorta di “paradiso terrestre” il cui fascino viene indubbiamente riconosciuto a livello internazionale.

Inoltre Londra è da sempre una terra di opportunità lavorative, artistiche e creative che offre la possibilità di confrontarsi con culture diverse in un ambiente variegato e ricco.

Studiare a Londra

La percentuale di studenti internazionali presenti a Londra è notevole. Il che dimostra quanto la capitale britannica sia particolarmente indicata per i ragazzi che desiderano vivere cellular-1352613_640all’estero studiando nelle università più qualificate e rinomate al mondo.

Unico tasto dolente? Le tasse universitarie si aggirano intorno agli ottomila/novemila sterline all’anno, un costo che in pochi possono permettersi. Ma proprio per questo, gli istituiti universitari e il governo stesso forniscono degli ottimi strumenti che permettono agli studenti di finanziarsi gli studi: borse di studio, agevolazioni e prestiti elargiti dallo Stato. Sono accessibili a tutti a seconda della fascia di reddito a cui si appartiene.

Esistono borse di studio parziali, in grado di coprire solo in parte il costo della retta universitaria, o totali, che finanziano interamente gli studi e il materiale scolastico. La tipologia di agevolazione più gettonata, soprattutto tra gli studenti stranieri provenienti dall’UE, è tuttavia il prestito offerto direttamente dal governo inglese. Si tratta di una sovvenzione erogata dalla Student loans company, organizzazione statale senza scopo di lucro, con il fine di sopperire alle spese di studi e permanenza degli studenti su tutto il territorio britannico.London Experience: Studiare a Londra

La formula è semplice: lo studente che beneficia del prestito è tenuto a restituire l’intera cifra in rate mensili non appena raggiungerà un reddito annuale pari o superiore a 21mila sterline lorde. Partendo dalla somma minima di 9 pounds al mese per chi guadagna 21mila sterline l’anno e aumentando progressivamente man mano che lo stipendio si alza, l’importo dovuto allo Stato inglese verrà detratto direttamente dalla busta paga. Il debito si estingue automaticamente allo scadere dei 30 anni dalla richiesta del prestito, indipendentemente dall’ammontare mancante da corrispondere.

I corsi di potenziamento linguistico

Oltre a una formazione universitaria eccellente, Londra propone ai giovani (ma non solo) un’ampia gamma di corsi per stranieri che desiderano migliorare le proprie competenze linguistiche. Sono molti gli istituti privati con sede nella capitale britannica che offrono lezioni intensive di inglese per tutti i livelli, fornendo anche la possibilità di sostenere esami in lingua e conseguire certificazioni valide in tutto il mondo.

Tra coloro che scelgono questa tipologia di soggiorno, si registrano molti casi di persone che sfruttano le vacanze estive per potenziare le proprie conoscenze linguistiche, ma anche studenti diplomati o laureati che decidono di prendersi un anno sabbatico, una pausa dagli studi o dal trovare lavoro a Londra, ancora, un periodo di riflessione sui futuri progetti scolastici e professionali.

Qui puoi trovare un link di un nostro articolo che ti potrà aiutare nella scelta del corso d’inglese più adatto a te.

La Easy London propone tre tipologie di corsi di  lingua inglese che potete trovare a questo link: http://www.easylondon.it/studiare-a-londra/ 

L’offerta che da diversi anni coinvolge sempre più ragazzi italiani è il PACKAGE che ti offre la possibilità di combinare un’esperienza di lavoro a Londra con un corso d’inglese a prezzi veramente contenuti. Scopri di più: http://www.easylondon.it/alloggio-studio-lavoro-all-inclusive/

Corso DI Inglese a Londra

Corsi professionali

Per chi è in cerca di un percorso di formazione mirato all’apprendimento di una determinata professione, a Londra si trovano tantissimi corsi post-diploma e post-laurea relativi a svariati ambiti. Si va dal corso di barman, a quello di pizzaiolo o di cuoco presso accademie di prestigio; dal corso di specializzazione in finanza, amministrazione e business a quelli di design o cosmetica. Ce n’è per tutti i gusti!

Questi corsi ti permetteranno di darti gli strumenti necessari per trovare lavoro a Londra.

Lavoro a Londra / Come cercare e trovare lavoro a Londra

Il lavoro a Londra è parte centrale della London Experience

Ecco tutti i dati che ci permettono di capire la situazione attuale per trovare lavoro a Londra.

Secondo alcuni dati pubblicati dall’Office for National Statistics (equivalente dell’Istat italiano), il tasso attuale di disoccupazione in Inghilterra è del 4,9%, molto più basso rispetto a quello dell’Italia che ammonta al 12,4%. Il Regno Unito, dunque, gode di un mercato del lavoro molto fiorente, nonostante la crisi mondiale.

Per questo motivo ci sono molto opportunità per lavorare a Londra.

Trovare lavoro a Londra è molto più semplice, rispetto all’Italia a patto che si abbia un’età superiore ai 16 anni e una minima conoscenza della lingua inglese.

Gli impieghi offerti sono svariati, a seconda delle attitudini professionali di cui si è in possesso.

Vediamo quali sono le professioni più richieste per lavorare a Londra. Andiamo dal settore turistico dove abbondano le richieste come receptionist negli alberghi, camerieri, baristi, aiuto cuochi o lavapiatti nella ristorazione, centralinisti nei call center e commessi nei negozi; e finiamo con le offerte che richiedono qualificazioni più specifiche per poter trovare lavoro a Londra come insegnanti negli istituti scolastici, nelle società di import-export dove serve personale italiano o nell’ambito dell’interpretariato. A prescindere dall’impiego  che si riuscirà ad ottenere, ci sono alcune informazioni utili per cercare e trovare lavoro a Londra che non possono assolutamente sfuggire a chiunque sia alla ricerca di annunci di lavoro a Londra.

 

Consiglio per trovare lavoro a Londra!

Easy London è la migliore associazione specializzata nei viaggi studio/lavoro a Londra, da oltre 27 si occupa di fornire assistenza per quanto riguarda trovare lavoro a Londra e alloggio a migliaia di ragazzi dai 17 ai 35 anni provenienti da tutta Europa: Guarda qui : http://www.easylondon.it/lavorare-a-londra/ per avere maggiori informazioni riguardo a: “trovare lavoro a Londra”

Si può trovare lavoro  a Londra senza sapere l’inglese?

Consigli e dritte per chi vuole lavorare a Londra senza sapere l’inglese.

Questa è una delle domande che ci rivolgono tantissimi ragazzi che ci chiamano in ufficio:

Si può lavorare a Londra senza sapere l’inglese?

La risposta è in linea generale NO! Con alcune eccezioni!

Se ti interessa e vuoi approfondire l’argomento trovare lavoro a Londra senza sapere l’inglese,  leggi questo articolo su: consigli e dritte per lavorare a Londra senza sapere l’inglese a cura di Andrea Calvi

 

Come scrivere un curriculum in inglese per trovare lavoro a Londra

Curriculum animato Robby Leonardi

Segui questi consigli e non avrai bisogno di creare un sito web animato come curriculum!

Diversamente da quanto si possa immaginare, il formato del curriculum europeo non è ben visto nel Regno Unito perché rischia di confondere e annoiare il lettore. Per questo è preferibile scriverne uno del tutto personale, in maniera tale da catturare realmente l’attenzione del potenziale datore di lavoro.

I consigli di seguito riportati potrebbero esserti utili  per cercare l’annuncio di lavoro a Londra che fa per te.

Per colpire il lettore, potrebbe essere stimolante iniziare il curriculum con un paragrafo introduttivo nel quale inserire alcune parole chiavi importanti riguardo il vostro profilo, il lavoro a Londra che state cercando e le lingue che conoscete. Ebbene sì, perché in Inghilterra vale la regola del “più lingue masticate più opportunità avrete di essere assunti”, quindi sfoggiate le vostre competenze linguistiche sin da subito.

Lavorare a Londra

Proseguendo nella stesura del CV, dovrete inserire le seguenti informazioni:

  • Dati personali tra cui un numero di telefono inglese e l’indirizzo di residenza a Londra;
    Le esperienze lavorative acquisite negli anni fornendo i dati delle aziende con cui si ha collaborato e le mansioni svolte;
  • I titoli di studio conseguiti, mettendo in evidenza dei corsi o degli studi in linea con la posizione di lavoro per cui ci si sta candidando;
  • Le competenze linguistiche e informatiche, includendo anche le certificazioni ufficiali di cui si è in possesso (il patentino ECDL è molto ben accetto in Inghilterra);
  • Gli interessi e gli hobby, ponendo il focus su quelli che potrebbero rendere la candidatura per trovare il  tuo lavoro a Londra, più appetibile.

Ricordatevi di essere brevi e coincisi in maniera tale da arrivare dritti al punto comunicando solo le informazioni utili. A tal proposito, per dare maggiore rilievo alla vostra candidatura, è doveroso presentare una lettera motivazionale nella quale esprimerete le motivazioni personali e non che vi spingono a candidarvi per l’opportunità di lavoro  da voi scelta.

Scoprite di più su come realizzare il vostro Curriculum Vitae in inglese per trovare lavoro a Londra

Attivare una SIM inglese

Sim inglese, London Experience

La sim Inglese, un prerequisito per Lavorare a Londra

Dati gli elevati costi delle tariffe roaming, è molto importante munirsi di un numero inglese che diventerà il vostro contatto diretto per comunicare all’interno del Paese. Questo passaggio è fondamentale come spiegheremo in seguito per lavorare a Londra. A tal proposito, esistono diverse compagnie telefoniche che propongono offerte su SIM prepagata con minuti, sms e navigazione dati inclusi. Meglio evitare i contratti che, in genere, hanno una validità di un anno e quindi vincolano il cliente a compiere i suoi doveri contrattuali, a meno che non si paghi una penale di recessione anticipata.

Le SIM ricaricabili funzionano esattamente come in Italia. Paghi in base al tuo traffico telefonico e, una volta esaurito il credito, puoi ricaricare online, attraverso il conto corrente, in uno dei rivenditori di telefonia autorizzata o al tabacchi.

Il possesso di un numero telefonico inglese è fondamentale per cercare e trovare un lavoro a Londra, perchè ti permette di essere contattato dai datori di lavoro.

L’associazione culturale Easy London fornisce a tutti gli associati che prenotano il pacchetto: assistenza alla ricerca del lavoro a Londra e alloggio a Londra la SIM inglese all’arrivo e fornisce l’assistenza per tutti i documenti necessari a lavorare a Londra. Vediamo quali sono.

 

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dal1989

 

I documenti necessari per lavorare a Londra

Per essere in regola dal punto di vista fiscale, è obbligatorio munirsi del National Insurance Number (NIN) che permette di avere gli stessi diritti di un cittadino britannico. Si tratta semplicemente di un numero di riconoscimento attraverso il quale è possibile registrare i contributi versati, ottenere dei giorni o un periodo di malattia in caso di infortunio o richiedere un sussidio di disoccupazione qualora si abbia perso il lavoro.

Per lavorare a Londra al momento della stipulazione del contratto, a meno che non si sia già in possesso di un NIN, Documenti per trovare lavoro a Londra  e la London Experiencel’azienda fornirà un codice temporaneo che dovrà essere sostituito quanto prima da quello definitivo erogato gratuitamente dal Department for Work and Pensions seguendo questi semplici passaggi:

  1. Chiamare il numero 0345 600 0643, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 a.m alle 6 p.m;
  2. Il Job Center Plus manderà una lettera all’indirizzo che avrete dichiarato all’operatore in cui, insieme all’invito a recarvi presso l’ufficio NIN di zona, troverete l’elenco di tutti i documenti necessari per il conseguimento del codice di riconoscimento;
  3. Recatevi all’ufficio per l’intervista durante la quale vi verrà consegnato il NIN, considerato che ne avrete realmente bisogno.

Per l’erogazione del National Insurance Number, in genere, vi verranno richiesti documenti quali il passaporto o la carta d’identità, una prova che certifichi la vostra residenza a Londra (per esempio il contratto di affitto), una lettera di presentazione del vostro datore o una copia del contratto. Se non avete ancora un lavoro a Londra, basterà semplicemente una lista dettagliata delle agenzie di collocamento con cui siete in contatto. Se siete dei lavoratori autonomi, invece, vi verrà richiesto di fornire delle fatture, i documenti del vostro contabile e dei vostri clienti. Il tutto avverrà nel giro di 14/20 giorni a partire dalla vostra telefonata.

Per maggiori informazioni e se cerchi un aiuto per l’assistenza al disbrigo di queste pratiche clicca qui: http://www.easylondon.it/lavorare-a-londra/

Aprire un conto bancario

Per qualsiasi lavoro a Londra che vi accingete a fare, è molto importante che apriate un conto corrente inglese perché lo stipendio mensile vi verrà versato direttamente su questo. E, diversamente da quanto avviene in Italia, l’apertura di un conto in banca è molto più complessa, soprattutto per chi non possiede ancora un impiego.

Innanzitutto, dovrete richiedere un colloquio online o presso la filiale stessa. Durante Il conto in Banca per riscuotere denaro! Necessario per trovare lavoro a Londra l’intervista con il consulente vi verranno chiesti alcuni documenti importanti come la “proof of addresse”, una prova di domicilio a Londra, il passaporto o la carta d’identità e le ragioni che vi spingono ad aprire un conto corrente bancario. A tal proposito, se avete già conseguito un lavoro, vi verrà richiesta una copia del contratto di lavoro, diversamente, potrete consegnare un documento fornito dalle agenzie interinali che attesti la vostra ricerca di impiego.

Easy London attraverso la sua agenzia corrispettiva a Londra, oltre appunto a fornire subito la “proof of address”, ha una convenzione con due filiali bancarie per l’apertura del conto corrente ai ragazzi che alloggiano con noi.
Il personale italiano dell’agenzia di Londra si prenderà cura di fissarti un appuntamento in una di queste due filiali bancarie e ti fornirà una lettera di presentazione da presentare in banca assieme al contratto di affitto.
Questi conti correnti non hanno costi di attivazione né di chiusura.

Per trovare una sintesi di quanto detto puoi leggere questo articolo riassuntivo sui documenti necessari per lavorare a Londra.

Per maggiori informazioni e se cerchi un aiuto per l’assistenza al disbrigo di queste pratiche clicca qui: http://www.easylondon.it/lavorare-a-londra/

Tra le diverse offerte, la più indicata per i giovani è quella del conto base a zero costi di apertura, chiusura e mantenimento che prevede l’erogazione di una debit card con cui è possibile prelevare denaro agli sportelli bancomat ed effettuare qualsiasi tipo di pagamento, anche online. Qualora decidessi di tornare in Italia, con questa tipologia di conto non dovrai avviare alcuna pratica di chiusura: se non presenta fondi o movimenti per più di tre mesi, si disattiverà automaticamente

Remunerazione oraria- Il tuo lavoro a Londra-

Foto di Denaro Inglese, Sterline in moneta e vario taglio

La National Living Wage, un’altra buona ragione per trovare lavoro a Londra

In Inghilterra, lo stipendio orario per chi lavora a Londra è sempre stato regolato dal “living wage”, una somma di denaro stabilita dai datori di lavoro come necessaria per vivere. Si tratta evidentemente di un concetto contraddittorio, in quanto il salario ricevuto in cambio delle prestazioni di lavoro, nella maggior parte dei casi, si è dimostrato insufficiente per sostenere le spese necessarie di tutti i giorni.

Così, dall’1 aprile 2016, il governo inglese ha introdotto il nuovo “National living wage” che obbliga i datori di lavoro ad aumentare il salario minimo in base all’età del dipendente. Secondo quanto si legge in una pubblicazione sul sito del governo britannico, la remunerazione oraria in vigore per lavorare a Londra al momento è così suddivisa: per gli apprendisti £3.40; per i minori di 18 anni £4.00; tra i 18 e i 20 anni £5.55; tra i 21 e i 24 anni £6.95; e, infine, dai 25 anni in su £7.20 all’ora.

Lavorare a Londra

Il sistema previdenziale

Grazie alle condizioni fiscali ottimali che caratterizzano il Paese anglosassone, il mercato del lavoro a Londragode di salute e benessere invidiabili all’interno del panorama occidentale. Qui vige il “welfare”, ovvero una serie di norme basate sulla concezione per cui, all’interno di uno stato sociale, è doveroso rendere tasse e sussidi più giusti ed equi.

In vigore dall’aprile 2013, prevede l’erogazione di sussidi e assegni di disoccupazione di cui possono godere tutti i residenti a Londra con cittadinanza europea. Le forti critiche abbattutesi intorno a questa serie di normative hanno portato a una significativa revisione dello stato sociale, con l’introduzione di alcuni importanti cambiamenti. A preoccupare è sicuramente il timore che il sistema statale possa raggiungere un collasso e il fatto che molti possano approfittarsi di alcune agevolazioni statali a discapito di chi un lavoro ce l’ha.

Si parte dall’introduzione della “bedroom tax” che prevede il taglio dei sussidi per la casa a coloro che possiedono una stanza in più rispetto alle reali esigenze dei componenti di un nucleo famigliare. Per finire con la riforma riguardante l’assistenza gratuita legale, servizio attualmente erogabile esclusivamente a quelle famiglie con un reddito inferiore alle 32mila sterline all’anno. Questi sono i provvedimenti principali, entrati in vigore un anno fa, che potrebbe interessare coloro che hanno intenzione di trasferirsi a Londra, o nel Regno Unito in generale.

Vivere a Londra

Il carovita nella capitale britannica è molto più alto rispetto all’Italia, ma anche rispetto al resto della Gran Bretagna. È tutto più costoso: gli alloggi, la spesa, i trasporti e i divertimenti. E questo potrebbe essere il primo vero ostacolo per chi decide di trasferirsi a Londra e non possiede un budget adeguato per sostenere tutte le spese. Tuttavia, una volta trovato lavoro, la situazione diventerà più sostenibile.

Gli alloggi

In genere le sistemazioni più economiche si trovano nelle zone periferiche della città, fatta eccezione dei quartieri più residenziali e prestigiosi come Wimbledon, Richmond, Clapham e Hampstead, dove i prezzi degli alloggi sono altissimi.

Detto ciò, considerate quanto tempo avrete intenzione di trascorrere a Londra prima di Alloggio a Londra, Kendall Road trovare lavoro a Londra scegliere la modalità di alloggio più adatta alle vostre esigenze e affidatevi a delle agenzie affidabili che vi aiutino nella ricerca, in quanto a Londra gode di un’offerta immobiliare tra le più disparate.

Si va dall’affitto di una camera in residenze con bagno e cucina in comune per piano; alla classica stanza singola o posto letto in appartamento condiviso dove potrete entrare in contatto con altri giovani di qualsiasi nazionalità; per finire con gli appartamenti costituiti da un’unica stanza con letto, angolo cottura, piccolo salottino e bagno separato.

Alloggi a Londra Link

Queste sono le soluzioni più economiche, altrimenti, se siete in possesso di NIN, conto corrente bancario e lavoro, si può ricorrere anche all’affitto di un appartamento intero. In questo caso, al momento della stipulazione del contratto, bisognerà versare una somma di denaro pari ai primi tre mesi di affitto. Assicuratevi, inoltre, che nel costo dell’affitto siano incluse le tasse sui rifiuti, sulla casa e le spese di gestione come acqua, luce e gas.

Una delle soluzioni più convenienti per alloggiare a Londra, quantomeno per il primo approdo, è quella offerta dalla Easy London, alloggi in condivisione economici, situati in zone centrali. Queste camere hanno dei costi compatibili con lo stipendio minimo di chi è partito per trovare un lavoro a Londra

Assistenza sanitaria

“Non è tutto ora ciò che luccica” è un proverbio che descrive perfettamente il servizio sanitario inglese che, ahimè, non gode di buona fama. Sono ormai risapute le lunghissime liste d’attesa per visite specialistiche, le dimissioni ospedaliere premature e un sistema “choose and book” che fa acqua da tutte le parti. Quest’ultimo, nella fattispecie, dovrebbe trovare lavoro a Londra essere un’opportunità perché permette al paziente di decidere da quale medico farsi seguire, ma nel concreto allunga ancora di più l’attesa trasformandosi in un susseguirsi di visite cancellate e posticipate. Le cause principali di questa situazione sembrerebbero attribuibili alla mancanza di personale medico e infermieristico.

Nonostante le critiche, però, il sistema sanitario inglese segue lo stesso modello di quello italiano accessibile a tutti. Il National Health Service (NHS) britannico è pubblico, pertanto fornisce assistenza di pronto soccorso, trattamenti medici, cure odontoiatriche e ricoveri a titolo gratuito. Per poter usufruire di tutti i servizi sanitari, non soggetti a esenzione, è importante richiedere, attraverso il sito della NHS, l’iscrizione tra i pazienti di uno studio medico della zona in cui si risiede. La domanda non può essere rifiutata, a meno che non ci siano delle motivazioni valide per farlo. Per quanto riguarda invece l’assistenza odontoiatrica gratuita, acquisibile sempre facendo domanda dal sito della NHS, bisogna muoversi per tempo perché è molto difficile trovare un centro convenzionato con il sistema sanitario pubblico disposto a seguire nuovi pazienti.

Legge sul fumo

La legislazione inglese risale all’ormai lontano 2007, quando con una serie di normative è stato vietato di fumare in pub, discoteche, ristoranti, stazioni ferroviarie, hotel, veicoli pubblici e altri luoghi pubblici chiusi dove i non fumatori si troverebbero costretti a respirare il fumo passivo. All’interno dello stesso pacchetto normativo c’erano anche il divieto di pubblicizzare trovare lavoro a Londra il tabacco, fumare in macchina in presenza di bambini (provvedimento entrato in vigore nel 2014 con il governo Tory) e la vendita di pacchetti di sigarette anonimi (quest’ultima norma non ha ancora trovato alcun compimento concreto).

L’Inghilterra non è certo il Paese perfetto per i fumatori anche perché i pacchetti di sigarette costano moltissimo, circa il doppio dell’Italia, e i commercianti sono intransigenti: è vietata la vendita del tabacco ai minori di diciotto anni.

Muoversi a Londra

L’intera area urbana misura 1.572 chilometri quadrati di superficie e 8.674 milioni di abitanti. Unametropoli che, grazie alla sua rete di trasporti e infrastrutture efficiente, si trasforma in una città a misura d’uomo. Se non fosse per la guida a destra che, inizialmente, rappresenta uno dei più grandi pericoli per gli italiani che non sono abituati. Ogni zona della città è ben servita da linee metropolitane, passanti ferroviari, autobus e tram, pertanto l’uso della macchina è molto ridotto. L’ottimo sistema di comunicazione metropolitana ti permetterà di lavorare a Londra anche in una zona distante da dove vivi. Ti sarà anche molto utile per trovare lavoro a Londra, quando dovrai continuarti a spostarti per i colloqui di lavoro!!

La metropolitana più antica del mondo

Londra è stata la prima città in assoluto a costruire una rete ferroviaria sotterranea nel 1863. Oggi la metropolitana londinese, meglio conosciuta con il nome di “underground”, è uno dei mezzi di trasporto più utilizzati per muoversi da una parte all’altra della città. In totale, sono undici le linee metropolitane che collegano il centro città con le periferie, alle quali si trovare lavoro a Londra aggiunge anche una rete ferroviaria locale che noi chiameremmo passante ferroviario. Gli orari del servizio sono tutti i giorni dalle 5 del mattino a mezzanotte, mentre il venerdì e il sabato anche la notte.

Bisogna innanzitutto apprendere che Londra viene suddivisa in nove zone di cui la zona 1 e 2 rappresentano il centro città. Dunque, le tariffe del metro variano in base alla zona che si intende raggiungere, tenendo conto del fatto che più ci si allontana dal centro, più i prezzi aumentano progressivamente. Ma c’è dell’altro, il costo del biglietto aumenta anche in base all’orario in cui si usufruisce del servizio: all’interno delle fasce orarie di punta, dalle 6:30 alle 9:30 e dalle 16:30 alle 19:00 dei giorni feriali, le tariffe sono maggiorate.

I prezzi della corsa singola sono molto elevati, è dunque consigliato sottoscrivere degli abbonamenti che permettano un minimo di risparmiare. Tra quelli proposti dalla Transport for London, azienda che gestisce i trasporti pubblici della città, i più gettonati sono la carta prepagata Oyster dalla quale vengono scalati i soldi in base ai viaggi effettuati e gli abbonamenti giornalieri, settimanali o mensili che sono sicuramente più indicati per chi si sposta in metro frequentemente.

Per contenere le spese mentre userai la Tube per trovare lavoro a Londra, dovrai programmare bene la tua giornata e i tuoi spostamenti così da evitare di sprecare preziosi Pounds!

 

Gli affascinanti autobus a due piani

Gli autobus doppi sono proprio uno dei simboli più rappresentativi e affascinanti di Londra. La loro comparsa risale al lontano 1902 quando la città britannica decise di introdurre il primo servizio passeggeri motorizzato. I routemaster, nome ufficiale degli autobus rossi a due piani, vennero adottati successivamente, nel 1954, e terminarono di esistere nel 2005. Oggi trovare lavoro a Londra sono stati sostituiti da una nuova generazione di veicoli, i double-decker, a due piani con l’ingresso per i disabili al piano inferiore.

Il motivo dell’adozione di questa tipologia unica di veicoli? Semplice, la scelta è stata dettata da ragioni economiche: un autobus a due piani è in grado di contenere il doppio dei passeggeri, pertanto il risparmio in termini di spese logistiche e di gestione è assicurato.

Diversamente dalle tariffe del metro, quelle degli autobus prevedono un costo fisso a prescindere dalla zona in cui ci si dirige. Ma tenete ben a mente che la corsa singola viene calcolata sul singolo viaggio e non ha alcuna validità temporale. In parole povere, qualora dobbiate cambiare due o più autobus per raggiungere la vostra destinazione, dovrete pagare un biglietto per ogni veicolo sul quale salirete. Questa informazione vi può essere molto d’aiuto quando dovrete programmare la vostra giornata per trovare lavoro a Londra!

Per quanto riguarda le tipologie di abbonamento, vigono le stesse formule del metro (oyster card e abbonamenti giornalieri, settimanali o mensili). Ricordatevi soltanto che, con la tariffa solo bus non potrete accedere alla metropolitana. Vi servirà un abbonamento bus più metro.

L’abbonamento è molto costoso, fate bene i conti perchè averlo ti permetterà di muoverti per la City, così da poter lasciare i curriculum per trovare lavoro a Londra

La mobilità sostenibile

Grazie ad alcune operazioni ben riuscite dell’amministrazione comunale, a Londra sono diminuite le auto e aumentate le bici. Una delle rivoluzioni portate a termine dall’ex sindaco londinese Boris Johnson riguarda infatti l’efficientamento della rete di infrastrutture dedicata alle due ruote il cui uso favorirebbe una notevole riduzione delle emissioni di CO2, garantendo ai cittadini un’aria pulita.

Con lo stanziamento di 913 milioni di sterline, il piano d’azione della scorsa amministrazione ha portato alla realizzazione di numerose piste ciclabili nei parchi, lungo i canali e per le trovare lavoro a Londra strade della città, oltre a un potenziamento del servizio di bike sharing “Santander cycle” che oggi conta con 700 stazioni e una flotta di diecimila velocipedi.
Usufruire del servizio di noleggio biciclette è molto semplice: il pagamento di £2, effettuato direttamente alla colonnina della stazione attraverso carta di credito, debit card o oyster card, vi permetterà di sbloccare per tutto il giorno una bicicletta che potrete usare gratis per la prima mezz’ora. Dopo i primi trenta minuti, la tariffa standard sarà di ulteriori due pound ogni mezz’ora. All’interno di una stessa giornata potrete riprendere la bicicletta quante volte vorrete, semplicemente digitando il codice emesso al momento del primo pagamento. E il meccanismo sarà sempre lo stesso: la prima mezz’ora gratis e successivamente £2 ogni trenta minuti.

Il servizio taxi

Chiamati anche black cab, i taxi londinesi conservano il loro design storico e sono famosi in tutto il mondo per essere comparsi innumerevoli volte in pellicole cinematografiche. Il servizio, gestito sempre dal Transport for London, è costituito da una serie di veicoli che trasportano grandi quantità di passeggeri ogni giorno.
Le vetture possono essere fermate per strada, rintracciate nei vari parcheggi dislocati in giro per la città o prenotate telefonicamente ai diversi numeri di radio taxi. Mentre, per trovare lavoro a Londra comprendere se il taxi è libero, basta guardare il segnale posizionato sulla parte superiore dell’automobile che riporta la scritta “taxi”. Se la luce gialla luminosa è accesa, è possibile salire a bordo.
Per quanto riguarda le tariffe, invece, si parte da un minimo di £2,40 e si prosegue in base al calcolo del tassametro. I costi potranno subire degli aumenti nella tratta dall’aeroporto di Heathrow, durante i giorni natalizi o in seguito a prenotazioni telefoniche. E non dimenticatevi la mancia al conducente che equivale al 10% del totale della corsa, anche se gli inglesi sono soliti arrotondare semplicemente per eccesso l’ammontare della tariffa arrivando a cifra tonda.

Mangiare a Londra

Famoso è il fish and chips, filetti di pesce fritti in pastella di farina e birra e serviti con delletrovare lavoro a Londra appetitose patatine fritte. Ma non è l’unico, nella cultura inglese esistono moltissimi piatti tradizionali altrettanto gustosi che potrete degustare nei tanti ristoranti, pub e baracchini lungo la strada.
Tra le prelibatezza che potete assaggiare nella capitale inglese troviamo: le sausages and mash, salsicce di maiale con puré di patate; i tortini di pasta brisé ripieni di bocconcini di bistecca di manzo e reni cotti nella birra, crema di pollo e funghi o formaggio cheddar e cipolle, serviti con purè di patate e altre verdure; il pasticcio di ragù d’agnello o di manzo, carote e piselli ricoperto da uno strato di puré di patate; il roast beef, un arrosto di carne al forno servito a fette e accompagnato da patate e altre verdure; la jacket potato, una patata cotta al forno con tutta la buccia e farcita con del burro fuso e formaggio cheddar o fagioli; il chicken tikka masala, ovvero pezzi di pollo in salsa curry, pomodori e yogurt; e i classici panini con hamburger di carne serviti assieme a patate fritte, anelli di cipolla in pastella e salse d’ogni tipo (barbecue, maionese, ketchup, ecc.).

La cucina inglese propone anche una vasta gamma di dolci. Il bread and butter pudding fattotrovare lavoro a Londra con pane vecchio, latte, uova e zucchero, la torta di carote o di mele, i brownies, i muffin e i puddings, conosciuti anche con il nome di budini. Queste sono solo alcune delle leccornie che potrete degustare a merenda, magari assieme un bel té caldo.

Una pausa durante la giornata, per trovare lavoro a Londra, con uno spuntino all’inglese è d’obbligo.

Le abitudini inglesi a tavola

L’alimentazione inglese è sicuramente diversa da quella italiana, ricca di carboidrati, come pasta, pizza e pane, e caratterizzata dall’assunzione di un apporto calorico più o meno simile in ogni pasto della giornata. In Inghilterra, il pasto più importante della giornata è la colazione in cui, affianco a bevande calde e cibi dolci, compaiono uova strapazzate, bacon, salsicce, fagioli e, in alcune zone marittime, anche arringhe e merluzzi affumicati.

Il pranzo è concepito come un’occasione per spezzare la fame con qualcosa di semplicetrovare lavoro a Londra
e veloce. Panini, tramezzini o insalate sono i cibi più consumati, magari seduti sull’erba di qualche meraviglioso parco londinese in compagnia di amici e colleghi. Un vero must è, invece, l’ora del tè, celebrata tutti i giorni verso metà pomeriggio. Accanto alla bevanda da cui prende il nome lo stesso rituale è buona abitudine servire dolci e torte tipiche inglesi, oltre a un goccio di latte da versare all’interno della tazza di té.
La giornata tipo inglese si chiude con la cena. Questo pasto è importante tanto quanto la colazione, pertanto prevede la presenza in tavola di zuppe, carne o pesce, verdura, frutta e dessert. Vi starete forse chiedendo com’è possibile digerire una cena così abbondante prima di andare a letto? Semplice, perché gli inglesi sono abituati a mangiare molto presto la sera, più o meno intorno alle 19. Probabilmente i vostri ritimi saranno diversi, sopratutto mentre sarete impegnati a trovare lavoro a Londra ma la City offre possibilità culinarie per tutti gli stili di vita possibili ed immaginabili.

E il caffé?

Gli inglesi non sono certamente abituati a bere il caffè dopo i pasti, in pausa o rapidamente in piedi al bancone com’è consuetudine fare in Italia. In genere, questa bevanda caposaldo della nostra cultura viene consumata seduti comodamente al tavolo di un bar, anche se il tè rimane sempre il prediletto.trovare lavoro a Londra
Inoltre, non dimenticatevi che il caffè inglese è molto annacquato perché segue il modello americano. Per concedervi un buon caffè all’italiana, dovrete ricordarvi di chiedere al barista un espresso “single” o “double”. E il risultato, se siete fortunati,non sarà nemmeno troppo malvagio.

Daltronde come si fa a non bere un caffè per ricaricarsi dopo un estenuante giornata passata a trovare lavoro a Londra?

 

La mancia nei locali

Diversamente dall’Italia, la mancia non è obbligatoria, ma viene molto apprezzata. Anzi, in alcune situazioni è addirittura doveroso lasciarla. Per esempio, nei ristoranti è buona consuetudine dare al cameriere una mancia pari al 10-15% rispetto al totale da pagare, a meno che non venga inserita all’interno del conto stesso sotto forma di “service charge”. Lo stesso discorso vale nei ristoranti degli hotel: qualora non figuri come tassa di servizio all’interno del conto, sarà necessario lasciare una mancia sempre del 10-15% del conto.

Lo so, se state ancora cercando di trovare lavoro a Londra non disporrete di tanto denaro e sarà più difficile lasciare la mancia, ma le buone maniere sono sempre buone maniere al di là della vostra situazione personale.

A completa discrezione del cliente sono invece le mance allo staff delle pulizie o dell’albergo in generale (concierge e fattorini).
La mancia non è assolutamente obbligatoria nei fast food, self service, take away, bar e pub. Questo perché all’interno di queste attività non è pressoché presente alcun servizio al tavolo. In ogni caso, onde evitare brutte figure, sarebbe sempre meglio accertarsi della politica del locale direttamente con il personale.

La legge che regola il consumo di alcool

Nel Regno Unito il consumo spropositato di alcool rappresenta un grave problema sociale soprattutto nei giovani. A confermare la situazione d’emergenza sono anche molti studi medici che hanno rilevato negli ultimi decenni un forte aumento di morti e malati di fegato. Per esempio, nell’indagine condotta dal Public Health England nel 2014, è risultato che circa nove milioni di adulti bevono l’alcool in quantità nettamente superiori rispetto alla dose giornaliera consigliata, mettendo in serio pericolo la propria salute.

Secondo alcuni dati pubblicati dalla Bbc Radio 5 Live, inoltre, l’eccessivo consumo di altrovare lavoro a Londra cool interesserebbe non solo gli adulti, ma soprattutto una grande fetta di giovani, adolescenti e perfino bambini di circa undici o dodici anni. Ogni anno sono, infatti, ventimila i giovani che si rivolgono al sistema nazionale inglese per affrontare problemi legati all’alcolismo.

Un problema questo che, oltre a gravare sulla salute dei singoli individui, mette in ginocchio lo Stato britannico. Secondo uno studio del Centre for social justice, le dipendenze da birra, vino e liquori costerebbero al governo circa ventuno miliardi di sterline l’anno (corrispondenti a venticinque miliardi di euro). Il tutto per coprire le spese sanitarie, i servizi sociali, la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.

Insomma, si tratta di uno scenario preoccupante a cui lo Stato ha necessariamente dovuto porre rimedio (seppur non riuscendoci granché) con una rigida regolamentazione sulla vendita e il consumo di bevande alcoliche. Oltre al consumo in luoghi pubblici come piazze, parchi o strade, è severamente vietata la vendita di alcolici ai minori di 18 anni anche nei supermercati dove, al momento dell’acquisto, sarà obbligatorio mostrare all’incaricato un documento di identità che attesti l’età effettiva. Inoltre, è consentito comprare alcool soltanto in alcune fasce orarie della giornata come dalle dieci del mattino alle dieci di sera.

 

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Lavoro vitto e alloggio Londra

E’ possibile trovare lavoro vitto e alloggio Londra?

Riuscire ad avere un contratto di lavoro comprensivo del vitto e alloggio Londra città è molto difficile e raro.

Qualche opportunità per il lavoro vitto e alloggio Londra si può semmai ancora trovare in qualche piccolo centro dove i gestori di locali sanno che è più difficile trovare un alloggio economico e con un contratto flessibile e quindi provvedono direttamente.

Vi è però da mettere in conto che di fatto l’alloggio direttamente o indirettamente ha comunque un costo, nella forma di un vero e proprio rent o nella forma di trattenuta sulla retribuzione settimanale.

Invece in Central London gran parte dei lavori prevedono una qualche forma di vitto.

Nella maggior parte degli hotel al termine del proprio turno di lavoro, anche per mansioni generiche di porter o di chambermaid, si ha l’accesso alla mensa per un pasto piuttosto completo. Nei ristoranti si ha un pasto prima di ciascun turno di lavoro.

Nei piccoli locali, coffe-shop o sandwich-bar è consuetudine di avere una breve pausa con un lunch, consistente però in questo caso in un piccolo spuntino. Per chi arriva a Londra e trova un lavoro semplice, alla portata di un inglese di sopravvivenza, il problema dell’alloggio è molto pressante, sia per la difficoltà a trovare un affitto sostenibile anche con lo stipendio iniziale di una mansione generica in un locale pubblico, sia per gli anticipi richiesti e le clausole contrattuali spesso impegnative.

Per maggiori informazioni sul nostro servizio di assistenza alla ricerca del lavoro, clicca qui: Vieni a lavorare a Londra

Crediamo che l’offerta della nostra agenzia di Londra sia da questo punto di vista particolarmente interessante sia per gli anticipi richiesti (2 settimane di affitto pagate in anticipo all’arrivo) che per la cauzione (60 sterline), che per la flessibilità contrattuale (4 settimane minime di soggiorno con pagamento settimanale a partire dalla 3 settimane e soprattutto 1 sola settimana di preavviso per lasciare l’alloggio).
Sempre in relazione alla questione del vitto alloggio a Londra, per chi è impegnato in un lavoro semplice, spesso con uno stipendio iniziale appena sufficiente per le spese fondamentali, è naturalmente indispensabile che l’alloggio offra l’uso cucina.

Nelle nostre sistemazioni in condivisione tutte le stanze hanno il frigorifero e vi è l’uso di una cucina attrezzata con il necessario per cucinare.  Un aspetto positivo dell’abitare in condivisione è poi che quasi inevitabilmente si finisce con l’organizzarsi con altri ed in particolare con i compagni di stanza per qualche pasto principale, condividendo le incombenze della cucina ed anche i costi della spesa, una situazione che può incidere sensibilmente nel rapporto fra la retribuzione del lavoro e le spese di vitto ed alloggio.

Per maggiori informazioni sui nostri alloggi in centro a Londra clicca qui: alloggio a Londra

 

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